Secchia: Relazione sull’ ansa della Colonia di ArginiaMO

Ricordate i nostri precedenti interventi sullo smottamento all’interno del Secchia a Sozzigalli? Clicca QUA e QUA per rivedere i nostri precedenti articoli. Riportiamo questa relazione che consigliamo di leggere anche se un po’ lunga, non per creare allarmismo ma per rendere più consapevoli i cittadini affinché possano condividere o smentire le nostre affermazioni per la consapevolezza comune di tutti i cittadini di Soliera e tutte le zone rivierasche del Secchia.

Relazione di ArginiaMO:

Fra Bastiglia e Sorbara il Secchia disegna tre strette anse (circa 100 m di raggio) e sono le prime che si incontrano  dopo il tratto di Acqua longa, un “rettilineo” fluviale che inizia a Modena e finisce a Bastiglia con la prima di queste tre anse.

La gente del luogo chiama  “La colonia” la seconda ansa perché, all’ epoca del duce, la G.I.L. (Gioventù Italiana Littorio), grazie alla bellissima spiaggia che c’era sulla sponda interna, vi aveva individuato il lido per le vacanze dei balilla e delle piccole italiane.  In questa ansa che punta in direzione ovest verso Soliera, si è da poco evidenziata una frana sulla sponda esterna della curva: un unghiata di terreno che ha ceduto ed è franato nel letto del fiume. L’entità di questo smottamento prende un fronte di circa 16 metri con un cedimento nella linea di rottura di circa 3 metri per una larghezza di circa  8 metri e per un totale di circa 190 m cubi  di terra smottata.

secchia rettangolo

Quello che è franato nel fiume non fa parte dell’argine in se ma dello spesso strato di terreno che  si è accumulato nel tempo sulle golene del fiume. Dalla sommità dell’ argine del fiume si vede a colpo d’occhio come il piano di golena sia più alto di qualche metro  rispetto alla campagna circostante.

Questa frana è stata causata da uno stato di continua spugnatura, di imbibizione e di infiltrazione del terreno favorito dalla frequenza delle piene e del loro lungo protrarsi.  La frequenza delle piene ha avuto  in questi ultimi 6 anni un aumento drammatico rispetto agli anni precedenti: dalla media di 1,5 piene all’ anno siamo passati a 6. La durata media di queste piene è almeno raddoppiata.

Questa maggior frequenza di piene non è imputabile al cambiamento del clima, fenomeno molto dibattuto in questi ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. Non si notano infatti nei rilievi metereologici  della valle del Secchia differenze tali da giustificare questo fenomeno rispetto al passato. La maggior frequenza  è quindi imputabile ad una ridotta prestazione di deflusso del fiume.

Ad ogni piena l’acqua sale ad un livello compreso fra i 9 ed i 12 metri. La pressione sul fondo e proporzionale all’ altezza raggiunta dall’acqua, ovvero ogni metro quadro del fondo del fiume subisce una pressione  da 9 a 12 tonnellate anche per molti giorni all’anno. (un metro cubo d’acqua pesa 1000 kg: una tonnellata).

Questa imbibizione delle golene e degli argini si manifesta anche con sifonamenti e ruscellamenti di acqua in campagna che in quel’ area del fiume si manifestano sia in sponda destra che sinistra. E’ l’ acqua del fiume che attraversa l’argine da sotto e sbocca in campagna con ruscelli che perdurano per mesi nella stagione invernale e che, a dire degli abitanti in sponda Solierese, rimangono vitali anche nei mesi estivi! Questo tipo di sifonamento nessuno lo aveva mai visto prima del 2009 e nemmeno raccontato sui numerosi documenti storici che parlano del Secchia.

Anche la posizione della frana, in uscita dal meandro e sulla sponda esterna, ha favorito l’ammollamento del terreno. Infatti alla pressione dovuta al peso dell’acqua va aggiunta la forza stessa del fiume che, per forza centrifuga, spinge in quel punto con molta parte della sua corrente. (vedi frecce nel disegno sottostante).

secchia disegno ansa

Quando  l’acqua si ritira al termine della piena la pressione sulle sponde cala fino a scomparire e le sponde imbibite e appesantite perdono l’utile  “sostegno” dell’acqua.  Questo riempimento e svuotamento del fiume, avvenuto in modo così frequente negli ultimi anni ha completato l’opera di smottamento della sponda.

secchia google heart

Non si riscontra erosione nella sponda esterna dell’ansa, Al contrario, si nota attività di deposito, fenomeno alquanto anomalo nelle sponda esterna di un ansa e sintomo di velocità estremamente bassa del fiume.

secchia foto ansa

La duna con le increspature di sabbia vicino al fiume ed il sedimento di limo e argilla poco più in là sono il classico segno della sedimentazione di deposito. La foresta è stata tagliata da pochi mesi ( si vedono i ceppi)

Per capire meglio la presenza di questa frana e fare qualche ipotesi sui rischi che corrono i paesi limitrofi e bene fare queste premesse:

IL SECCHIA

Il Secchia è l’affluente appenninico del PO più lungo ed importante. E’ a carattere  torrentizio: la portata che interessa il nostro tratto è fortemente condizionato dalla pioggia che cade sul bacino imbrifero di montagna. Può passare in poche ore da 2 a 12 metri di livello. Si chiamava Sicla ma nel tempo il popolo piegò il nome in Secchia, probabilmente  perché  funziona a “secchiate” da sempre. Per questa sua natura bizzarra fu dotato di ampie golene fin dal 14° secolo. Con i suoi 1500 Ha di golena può trattenere fino a 28 milioni di metri cubi, è il fiume più “golenato” dell’Emilia Romagna. E’ anche il fiume più pensile della regione. Se consideriamo la pensilità come differenza fra l’altezza media degli argini (s.l.m.) e l’altezza media dei paesi limitrofi il Secchia si trova a 12,4;  Il Panaro  a 8,5 ; il Reno a 12,1 .

L’acqua del Secchia erode in montagna e trasporta la terra erosa scendendo a valle. Gran parte di questo sedimento arriva fino al mare ma una buona parte si deposita nel tratto di pianura. Nei secoli, ma soprattutto a partire dalla metà del secolo scorso, a causa dei mutamenti antropici che tutti conosciamo, il sedimento ha innalzato notevolmente  le golene e ridotto drammaticamente la larghezza del fiume costringendo l’uomo ad elevare argini sempre più imponenti per contenere le sue piene.

Dopo 2 esondazioni consecutive negli anni 70, venne ideata e realizzata la cassa di espansione, un efficiente strumento idraulico che ha protetto il fiume dall’urto delle piene  ma non dal lento e inesorabile sedimentarsi del deposito. Il sistema della cassa di espansione è stato concepito e realizzato per la prima volta sul Secchia, questo per ribadire ancora una volta che questo fiume è al limite delle sue capacità  ormai da parecchi decenni.

IL DEPOSITO DEL SECCHIA

Il Secchia come tutti i fiumi ha una velocità ideale che corrisponde al “profilo di equilibrio” sopra la quale scava e trasporta terreno, sotto la quale scarica e depone il  terreno che trasporta e mantenendo la quale il fiume trasporta soltanto, né erode né depone. La velocità ideale sarebbe quella che il fiume dovrebbe mantenere il più possibile nell’asta di pianura  ma il Secchia sfortunatamente non è un fiume molto equilibrato: Va forte in montagna e scava, va piano in pianura e depone.

Con misure efficaci come la misurazione dello stelo bianco del frumento coltivato in una golena poco più a valle della frana (vedi foto sottostante) si osserva un deposito medio in golena di 13 millimetri a piena nella primavera del 2014.

secchia piante golena

Appena spunta il germoglio ecco arrivare la prima piena, che lo seppellisce di terra; e poi la seconda; la terza; fino alla sesta. Il germoglio, cercando la luce, allunga il suo stelo ogni volta. Vicino al fiume lo stelo bianco è arrivato fino a 17 cm! Questo frumento è stato seminato in golena in Ottobre. Il chicco è stato seminato a 1cm sotto terra . E’ stato raccolto dopo 4 mesi allontanandosi progressivamente dal fiume. Misurando il bianco dello stelo e facendo la media abbiamo calcolato 8 cm in 6 piene nella golena esaminata

Negli ultimi 20 anni il fenomeno del deposito si è notevolmente aggravato a causa dell’abbandono totale della vegetazione ripariale, la quale  si è trasformata in una foresta. (vedere google ehart riprese satellitari del 9 giugno 2014 e confrontarle con le foto aere volo IGM gai 1954 in questo link CLICCA QUA)

secchia confronto date

L’acqua che scorre sulle sponde, a causa dell’attrito con queste, va molto più piano di quella  al centro del fiume; se poi sulle sponde si fa crescere una foresta  la velocità scende di molto sotto la velocità ideale e l’acqua inizia a scaricare corpose quantità di terreno fra le piante che vanno a restringere l’alveo e ad alzare le golene .

Il fiume si stringe e si innalza, la sua larghezza si assottiglia la sua velocità si riduce ancora  ed inizia un giro vizioso catastrofico: la frequenza delle piene aumenta così pure il loro tempo di permanenza nel fiume. Il deposito anziché arrivare al mare si scarica qui da noi in crescente quantità  e occlude il fiume. A tutt’oggi basta una media di 75 mm di pioggia sull’intero bacino di montagna, che corrispondono ad un giorno e una notte di pioggia continua ma moderata, per portare il fiume dal livello di secca (2,5 mt) fino al piano di golena (9 mt)

( vi consigliamo di verificare voi stessi alla prossima pioggia i questo link CLICCA : Cliccate sui pallini in montagna nei paesi  del bacino del Secchia per osservare la pioggia e poi cliccate sui pallini di ponte alto, passo Bachello (ponte di Sozzigalli) e ponte Pioppa per vedere livello e portata dell’acqua che ci passa sotto a questi ponti di pianura dopo qualche ora)

secchia portale ER ARPAE

LE ANSE       

Nelle anse tutti fiumi si comportano allo stesso modo, la forza centrifuga sposta sulla sponda esterna la corrente maggiore che normalmente sta al centro, la quale, superando la famosa velocità ideale, tende ad eroderne  il profilo.

secchia le anse

Generalmente nel  tratto pianeggiante di un fiume l’acqua va piano perché il fiume ha poca pendenza. Fenomeni di erosione si possono riscontrare solo sulle sponde esterne delle anse se la corrente del centro del fiume è superiore alla velocità ideale. Nelle anse infatti questa corrente si sposta e si appoggia alla sponda esterna erodendo. Sul Secchia questi fenomeni erosivi sono sempre stati contenuti grazie alla natura dei nostri terreni molto compatta ed argillosa e solo se necessario, fino a 20 anni fa, si facevano lavori di rinforzo con massi gabbiati o massi ciclopici sui piccoli tratti. (50/100 metri)

Oggi il fenomeno dell’erosione nelle anse nel Secchia  è completamente scomparso e anche sulle sponde esterne assistiamo a fenomeni di deposito segno inequivocabile di una riduzione eccesiva della velocità del fiume che porta l’acqua a deporre anche sulle sponde esterne delle anse  producendo quella “chiusura” del letto a cui oggi assistiamo.

LE QUOTE

Questa frana in se non ci deve preoccupare eccessivamente perché non lavora direttamente sul piede dell’ argine mentre i sifonamenti che vengono da tempo denunciati dovrebbero essere presi con seria attenzione. Il sifonamento è una delle cinque cause più frequenti nella rottura di un argine. La rottura di un fiume nel gomito di un ansa stretta potrebbe avere conseguenze drammatiche perché la percentuale di acqua  che uscirebbe dall’argine sarebbe molto più elevata rispetto ad una rottura su un rettilineo. Questo aspetto poi sarebbe ulteriormente amplificato perché la maggiore corrente aprirebbe l’argine in poco tempo fino alla base. Il punto osservato corrispondente alla frana si trova ad una quota al piede esterno dell’ argine di  26,9 metri (slm) la quota della sommità dell’argine è di 36,6 . il fondo in quella zona si trova a circa 23 m. Il pelo libero dell’ acqua con il fiume in secca viaggia più o meno alla stessa altezza del piano di campagna.

Quando il fiume è in piena, a 11 metri al passo del Bacchello, si trova a circa a 2,6  metri dal franco dell’argine e a 7 metri sopra la piazza della chiesa di Soliera.  

Le quote di Soliera variano da 28 a 25 metri andando da Sud a nord del paese, quelle di Sozzigalli variano da 26 a 24 andando da est a ovest, quelle di Limidi da 22 a 24. In caso di rottura nell’ ansa possono essere a rischio di alluvione sia la zona nord  di Soliera che l’ intero abitato di Sozzigalli e soprattutto di Limidi trovandosi entrambi a quote più basse della rotta e naturalmente tutti quei paesi che si troverebbero nei livelli più bassi della pianura che va verso il PO costeggiando il Secchia. Il Cavo lama con i suoi argini, dovrebbe invece proteggere Carpi.

Per analizzare le quote consiglio questo link CLICCA QUA. I punti quotati sono visibili nella massima apertura delle mappe.

secchia geoportale

Sappiamo che Soliera si è dotata di un piano di emergenza basato su queste cartine di simulazione che sono in grado di stabilire dove va l’acqua ed in quanto tempo partendo da un ipotetico punto di rotta.

secchia multifoto

CONCLUSIONI

La frana non è un sintomo di malessere del fiume ma non è in se stessa preoccupante. Ci deve preoccupare lo stato di questo fiume che funziona in maniera sempre più anomala. La formazione stessa di deposito anche sulla curva esterna delle anse è un altro segnale di pericolo. Ci dice che la velocità delle acque è troppo al di sotto di quella ideale, il deposito si ferma nell’alveo ed i fiume si riempie.  Questo fenomeno preoccupante si aggiunge agli “campanelli di allarme” che vediamo e sentiamo ultimamente e che dipendono dallo stesso motivo:

l’acqua del Secchia che attraversa gli argini e esce in campagna (sifonamenti)  – La frequenza delle piene che sono aumentate di almeno di 6 volte – La durata delle piene che impegnano il fiume per diversi giorni – La sorprendente poca quantità di pioggia per  far mandare in piena il fiume – Il calcolo del franco di sicurezza degli argini che passa da piena bicentenaria a piena ventennale.

Tutti questi segnali ci stanno dicendo che il Secchia  sta entrando in una situazione critica e ha bisogno di un nuovo alveo e soprattutto di una nuova e più attenta  gestione.

Pietro Corni – Comitato ArginiaMO di Bomporto e Bastiglia

 

 

 

 

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Informazioni su Massimo Bonora

Consigliere Comunale del M5S a Soliera

Pubblicato il 25 aprile 2016 su Ambiente, Secchia. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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