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A CARPI COME A ROMA, IL PD PREPARA LA SVENDITA DELL’ACQUA PUBBLICA

Comunicato Stampa

Secondo Voce del 24 marzo 2016 il PD di Carpi e dintorni avrebbe deciso che il destino di Aimag sia la fusione con Hera.

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Secondo lo stesso articolo la necessità della fusione sarebbe stata dimostrata da una lunga relazione in cui il sindaco di Carpi avrebbe “snocciolato una serie di dati mai emersi finora nel dibattito pubblico sulla vicenda”.

Tutto ciò sarebbe avvenuto non già in qualche sede istituzionale, bensì in una riunione ad invito riservata ai consiglieri che compongono i gruppi di maggioranza dell’Unione Terre d’Argine (PD+SEL+altri).

Contemporaneamente, a Roma, i parlamentari della maggioranza (PD+Verdini+altri) hanno stravolto il disegno di legge sulla gestione del servizio idrico in modo da impedire che la sua gestione ritorni in mano pubblica, come abbiamo votato nel giugno del 2011 noi, la maggioranza degli italiani.

Tutti ormai sappiamo quanto funesta sarebbe la prospettiva di sciogliere Aimag in Hera, anche i più fedeli alla linea se ne sono accorti in questi sette anni di partnership a “benefici zero”, perciò bando alle ciance: depositeremo subito la richiesta di un nuovo referendum.

Stavolta non chiederemo ai cittadini cosa ne pensano di privatizzare il servizio idrico (a Carpi ci siamo già espressi due volte sulla questione), chiederemo invece che al Partito di Renzi e Bellelli sia impedito l’utilizzo dell’aggettivo “Democratico”.

Sì, è un vero e proprio vilipendio al vocabolario che si chiami “Democratico” chi:

* nel 2008 ha operato la vendita di azioni dell’Aimag (privatizzazione parziale);
* nel 2011 ha invitato a votare contro la privatizzazione del servizio idrico ai referendum nazionali;
* oggi governa il paese senza aver vinto le elezioni (lo ha detto Renzi) alleandosi con altri partiti che hanno perso le elezioni;
* dal governo incoraggia i comuni a vendere le proprie partecipate, in contrasto con quanto sostenuto ai referendum del 2011 e con quanto promesso in campagna elettorale ai propri elettori (si veda il caso clamoroso di Reggio Emilia);
* pochi giorni fa stravolge la legge sul servizio idrico in discussione in Parlamento in modo da disobbedire alla volontà espressa da 27 milioni di italiani;
* decide il destino dell’Aimag in una riunione riservata ai consiglieri del proprio partito e si sottrae ad ogni tentativo di discussione pubblica del tema.

Se questo Partito è “democratico” mia nonna è una carriola. E io sono il Papa.

Il Comitato Acqua Pubblica lancia un appello all’alleanza di tutti i comitati referendari (trivelle, scuola pubblica, costituzione, beni comuni) ed invita chiunque sia interessato ad una apposita riunione congiunta mercoledì 6 aprile, ore 21, presso la sede di ConfCommercio a Carpi, via Mazzini n. 5.

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Quale futuro per AIMAG ?

Comunicato Stampa Congiunto Portavoce Movimento 5 Stelle Unione Terre d’Argine

Al consiglio comunale riunito delle terre d’argine di giovedì 21 gennaio, sono state presentate le manifestazioni di interesse per acquistare azioni di Aimag. Non comprendiamo francamente il nervosismo con cui il Sindaco Bellelli ha replicato al nostro intervento. In questo consiglio, che si sarebbe dovuto tenere già da tempo viste le nostre numerose richieste, non si è fatto altro che illustrare le sette manifestazioni di interesse pervenute.

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Il consulente della società PricewaterhouseCoppers Spa si è limitato a presentare i soggetti che hanno inoltrato la manifestazione. Ci chiediamo come mai una società che opera in centinaia di paesi nel mondo con la collaborazione di numerosissimi professionisti e che offre servizi professionali nell’ambito dei financial services, energia, utilities non sia riuscita ad entrare nel merito di semplici domande tecniche fatte durante l’assemblea. Inoltre ha cercato di convincerci che “tutte e 7 le manifestazioni garantiscono il controllo pubblico del Gruppo”, quando anche lo spettatore più inesperto si è accorto che la proposta di Hera (acquisto del 51% e/o fusione) annienterà qualsiasi possibilità di controllo dei comuni. Non dimentichiamo che la PricewaterhouseCoppers percepisce per questa operazione 200 mila euro e offre consulenza anche per lo stesso soggetto sopra citato. La tesi che Aimag non sia “abbastanza grande” per affrontare l’imminente gara del gas ha già portato i sindaci a fare scelte sbagliate nel 2009. Oggi, a nostro modesto avviso, ci pare che si voglia usare lo stesso pretesto per confermare la fusione con Hera, anche se non si trova alcuna ragione oggettiva. Tutta la platea si è chiesta dove siano finiti i benefici che questa partnership doveva portare. Tutti sappiamo che gli utenti di Hera (Istituzioni e cittadini) hanno un rapporto ben diverso da quello che attualmente abbiamo noi della bassa modenese e mantovana con Aimag. Le perplessità sulla proposta di Tea, dove evidenziamo la sua avversione per le gestioni in House (Aziende di Servizi di proprietà dei Comuni) e non capiamo perché chieda di acquisire almeno il 26% delle azioni di Aimag, sono numerose. Anche questa proposta porterebbe i comuni a perdere il controllo della società, vedendo il 51% spartito tra Hera a Tea. Siamo stati accusati di “pregiudizio”, ma in tutta la serata l’unica affermazione priva di qualsiasi ragione o prova empirica è stata quella del sindaco Bellelli, che ha detto “Aimag così com’è, non può restare”. Da dove viene pseudo-certezza? Perché noi dovremmo essere così aperti a valutare degli scenari se dall’altra parte non si accetta di valutare lo scenario base di qualsiasi analisi, ossia il mantenimento ed il rafforzamento del controllo pubblico? Una cosa è da comprendere: il valore di Aimag dovrebbe indurre a guardare bene alla sostanza delle offerte per il bene dei cittadini. Questo non si può tradurre in un unico consiglio allargato a 4 comuni, offrendo soli 5 minuti a gruppo, anziché fare 4 consigli comunali in cui ogni consigliere avrebbe avuto 5 minuti a disposizione di intervenire. La parvenza ad aprirsi alla partecipazione non deve essere la scusa per fare un frullato di democrazia.

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