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Secchia: Relazione sull’ ansa della Colonia di ArginiaMO

Ricordate i nostri precedenti interventi sullo smottamento all’interno del Secchia a Sozzigalli? Clicca QUA e QUA per rivedere i nostri precedenti articoli. Riportiamo questa relazione che consigliamo di leggere anche se un po’ lunga, non per creare allarmismo ma per rendere più consapevoli i cittadini affinché possano condividere o smentire le nostre affermazioni per la consapevolezza comune di tutti i cittadini di Soliera e tutte le zone rivierasche del Secchia.

Relazione di ArginiaMO:

Fra Bastiglia e Sorbara il Secchia disegna tre strette anse (circa 100 m di raggio) e sono le prime che si incontrano  dopo il tratto di Acqua longa, un “rettilineo” fluviale che inizia a Modena e finisce a Bastiglia con la prima di queste tre anse.

La gente del luogo chiama  “La colonia” la seconda ansa perché, all’ epoca del duce, la G.I.L. (Gioventù Italiana Littorio), grazie alla bellissima spiaggia che c’era sulla sponda interna, vi aveva individuato il lido per le vacanze dei balilla e delle piccole italiane.  In questa ansa che punta in direzione ovest verso Soliera, si è da poco evidenziata una frana sulla sponda esterna della curva: un unghiata di terreno che ha ceduto ed è franato nel letto del fiume. L’entità di questo smottamento prende un fronte di circa 16 metri con un cedimento nella linea di rottura di circa 3 metri per una larghezza di circa  8 metri e per un totale di circa 190 m cubi  di terra smottata.

secchia rettangolo

Quello che è franato nel fiume non fa parte dell’argine in se ma dello spesso strato di terreno che  si è accumulato nel tempo sulle golene del fiume. Dalla sommità dell’ argine del fiume si vede a colpo d’occhio come il piano di golena sia più alto di qualche metro  rispetto alla campagna circostante.

Questa frana è stata causata da uno stato di continua spugnatura, di imbibizione e di infiltrazione del terreno favorito dalla frequenza delle piene e del loro lungo protrarsi.  La frequenza delle piene ha avuto  in questi ultimi 6 anni un aumento drammatico rispetto agli anni precedenti: dalla media di 1,5 piene all’ anno siamo passati a 6. La durata media di queste piene è almeno raddoppiata.

Questa maggior frequenza di piene non è imputabile al cambiamento del clima, fenomeno molto dibattuto in questi ultimi decenni a causa del riscaldamento globale. Non si notano infatti nei rilievi metereologici  della valle del Secchia differenze tali da giustificare questo fenomeno rispetto al passato. La maggior frequenza  è quindi imputabile ad una ridotta prestazione di deflusso del fiume.

Ad ogni piena l’acqua sale ad un livello compreso fra i 9 ed i 12 metri. La pressione sul fondo e proporzionale all’ altezza raggiunta dall’acqua, ovvero ogni metro quadro del fondo del fiume subisce una pressione  da 9 a 12 tonnellate anche per molti giorni all’anno. (un metro cubo d’acqua pesa 1000 kg: una tonnellata).

Questa imbibizione delle golene e degli argini si manifesta anche con sifonamenti e ruscellamenti di acqua in campagna che in quel’ area del fiume si manifestano sia in sponda destra che sinistra. E’ l’ acqua del fiume che attraversa l’argine da sotto e sbocca in campagna con ruscelli che perdurano per mesi nella stagione invernale e che, a dire degli abitanti in sponda Solierese, rimangono vitali anche nei mesi estivi! Questo tipo di sifonamento nessuno lo aveva mai visto prima del 2009 e nemmeno raccontato sui numerosi documenti storici che parlano del Secchia.

Anche la posizione della frana, in uscita dal meandro e sulla sponda esterna, ha favorito l’ammollamento del terreno. Infatti alla pressione dovuta al peso dell’acqua va aggiunta la forza stessa del fiume che, per forza centrifuga, spinge in quel punto con molta parte della sua corrente. (vedi frecce nel disegno sottostante).

secchia disegno ansa

Quando  l’acqua si ritira al termine della piena la pressione sulle sponde cala fino a scomparire e le sponde imbibite e appesantite perdono l’utile  “sostegno” dell’acqua.  Questo riempimento e svuotamento del fiume, avvenuto in modo così frequente negli ultimi anni ha completato l’opera di smottamento della sponda.

secchia google heart

Non si riscontra erosione nella sponda esterna dell’ansa, Al contrario, si nota attività di deposito, fenomeno alquanto anomalo nelle sponda esterna di un ansa e sintomo di velocità estremamente bassa del fiume.

secchia foto ansa

La duna con le increspature di sabbia vicino al fiume ed il sedimento di limo e argilla poco più in là sono il classico segno della sedimentazione di deposito. La foresta è stata tagliata da pochi mesi ( si vedono i ceppi)

Per capire meglio la presenza di questa frana e fare qualche ipotesi sui rischi che corrono i paesi limitrofi e bene fare queste premesse:

IL SECCHIA

Il Secchia è l’affluente appenninico del PO più lungo ed importante. E’ a carattere  torrentizio: la portata che interessa il nostro tratto è fortemente condizionato dalla pioggia che cade sul bacino imbrifero di montagna. Può passare in poche ore da 2 a 12 metri di livello. Si chiamava Sicla ma nel tempo il popolo piegò il nome in Secchia, probabilmente  perché  funziona a “secchiate” da sempre. Per questa sua natura bizzarra fu dotato di ampie golene fin dal 14° secolo. Con i suoi 1500 Ha di golena può trattenere fino a 28 milioni di metri cubi, è il fiume più “golenato” dell’Emilia Romagna. E’ anche il fiume più pensile della regione. Se consideriamo la pensilità come differenza fra l’altezza media degli argini (s.l.m.) e l’altezza media dei paesi limitrofi il Secchia si trova a 12,4;  Il Panaro  a 8,5 ; il Reno a 12,1 .

L’acqua del Secchia erode in montagna e trasporta la terra erosa scendendo a valle. Gran parte di questo sedimento arriva fino al mare ma una buona parte si deposita nel tratto di pianura. Nei secoli, ma soprattutto a partire dalla metà del secolo scorso, a causa dei mutamenti antropici che tutti conosciamo, il sedimento ha innalzato notevolmente  le golene e ridotto drammaticamente la larghezza del fiume costringendo l’uomo ad elevare argini sempre più imponenti per contenere le sue piene.

Dopo 2 esondazioni consecutive negli anni 70, venne ideata e realizzata la cassa di espansione, un efficiente strumento idraulico che ha protetto il fiume dall’urto delle piene  ma non dal lento e inesorabile sedimentarsi del deposito. Il sistema della cassa di espansione è stato concepito e realizzato per la prima volta sul Secchia, questo per ribadire ancora una volta che questo fiume è al limite delle sue capacità  ormai da parecchi decenni.

IL DEPOSITO DEL SECCHIA

Il Secchia come tutti i fiumi ha una velocità ideale che corrisponde al “profilo di equilibrio” sopra la quale scava e trasporta terreno, sotto la quale scarica e depone il  terreno che trasporta e mantenendo la quale il fiume trasporta soltanto, né erode né depone. La velocità ideale sarebbe quella che il fiume dovrebbe mantenere il più possibile nell’asta di pianura  ma il Secchia sfortunatamente non è un fiume molto equilibrato: Va forte in montagna e scava, va piano in pianura e depone.

Con misure efficaci come la misurazione dello stelo bianco del frumento coltivato in una golena poco più a valle della frana (vedi foto sottostante) si osserva un deposito medio in golena di 13 millimetri a piena nella primavera del 2014.

secchia piante golena

Appena spunta il germoglio ecco arrivare la prima piena, che lo seppellisce di terra; e poi la seconda; la terza; fino alla sesta. Il germoglio, cercando la luce, allunga il suo stelo ogni volta. Vicino al fiume lo stelo bianco è arrivato fino a 17 cm! Questo frumento è stato seminato in golena in Ottobre. Il chicco è stato seminato a 1cm sotto terra . E’ stato raccolto dopo 4 mesi allontanandosi progressivamente dal fiume. Misurando il bianco dello stelo e facendo la media abbiamo calcolato 8 cm in 6 piene nella golena esaminata

Negli ultimi 20 anni il fenomeno del deposito si è notevolmente aggravato a causa dell’abbandono totale della vegetazione ripariale, la quale  si è trasformata in una foresta. (vedere google ehart riprese satellitari del 9 giugno 2014 e confrontarle con le foto aere volo IGM gai 1954 in questo link CLICCA QUA)

secchia confronto date

L’acqua che scorre sulle sponde, a causa dell’attrito con queste, va molto più piano di quella  al centro del fiume; se poi sulle sponde si fa crescere una foresta  la velocità scende di molto sotto la velocità ideale e l’acqua inizia a scaricare corpose quantità di terreno fra le piante che vanno a restringere l’alveo e ad alzare le golene .

Il fiume si stringe e si innalza, la sua larghezza si assottiglia la sua velocità si riduce ancora  ed inizia un giro vizioso catastrofico: la frequenza delle piene aumenta così pure il loro tempo di permanenza nel fiume. Il deposito anziché arrivare al mare si scarica qui da noi in crescente quantità  e occlude il fiume. A tutt’oggi basta una media di 75 mm di pioggia sull’intero bacino di montagna, che corrispondono ad un giorno e una notte di pioggia continua ma moderata, per portare il fiume dal livello di secca (2,5 mt) fino al piano di golena (9 mt)

( vi consigliamo di verificare voi stessi alla prossima pioggia i questo link CLICCA : Cliccate sui pallini in montagna nei paesi  del bacino del Secchia per osservare la pioggia e poi cliccate sui pallini di ponte alto, passo Bachello (ponte di Sozzigalli) e ponte Pioppa per vedere livello e portata dell’acqua che ci passa sotto a questi ponti di pianura dopo qualche ora)

secchia portale ER ARPAE

LE ANSE       

Nelle anse tutti fiumi si comportano allo stesso modo, la forza centrifuga sposta sulla sponda esterna la corrente maggiore che normalmente sta al centro, la quale, superando la famosa velocità ideale, tende ad eroderne  il profilo.

secchia le anse

Generalmente nel  tratto pianeggiante di un fiume l’acqua va piano perché il fiume ha poca pendenza. Fenomeni di erosione si possono riscontrare solo sulle sponde esterne delle anse se la corrente del centro del fiume è superiore alla velocità ideale. Nelle anse infatti questa corrente si sposta e si appoggia alla sponda esterna erodendo. Sul Secchia questi fenomeni erosivi sono sempre stati contenuti grazie alla natura dei nostri terreni molto compatta ed argillosa e solo se necessario, fino a 20 anni fa, si facevano lavori di rinforzo con massi gabbiati o massi ciclopici sui piccoli tratti. (50/100 metri)

Oggi il fenomeno dell’erosione nelle anse nel Secchia  è completamente scomparso e anche sulle sponde esterne assistiamo a fenomeni di deposito segno inequivocabile di una riduzione eccesiva della velocità del fiume che porta l’acqua a deporre anche sulle sponde esterne delle anse  producendo quella “chiusura” del letto a cui oggi assistiamo.

LE QUOTE

Questa frana in se non ci deve preoccupare eccessivamente perché non lavora direttamente sul piede dell’ argine mentre i sifonamenti che vengono da tempo denunciati dovrebbero essere presi con seria attenzione. Il sifonamento è una delle cinque cause più frequenti nella rottura di un argine. La rottura di un fiume nel gomito di un ansa stretta potrebbe avere conseguenze drammatiche perché la percentuale di acqua  che uscirebbe dall’argine sarebbe molto più elevata rispetto ad una rottura su un rettilineo. Questo aspetto poi sarebbe ulteriormente amplificato perché la maggiore corrente aprirebbe l’argine in poco tempo fino alla base. Il punto osservato corrispondente alla frana si trova ad una quota al piede esterno dell’ argine di  26,9 metri (slm) la quota della sommità dell’argine è di 36,6 . il fondo in quella zona si trova a circa 23 m. Il pelo libero dell’ acqua con il fiume in secca viaggia più o meno alla stessa altezza del piano di campagna.

Quando il fiume è in piena, a 11 metri al passo del Bacchello, si trova a circa a 2,6  metri dal franco dell’argine e a 7 metri sopra la piazza della chiesa di Soliera.  

Le quote di Soliera variano da 28 a 25 metri andando da Sud a nord del paese, quelle di Sozzigalli variano da 26 a 24 andando da est a ovest, quelle di Limidi da 22 a 24. In caso di rottura nell’ ansa possono essere a rischio di alluvione sia la zona nord  di Soliera che l’ intero abitato di Sozzigalli e soprattutto di Limidi trovandosi entrambi a quote più basse della rotta e naturalmente tutti quei paesi che si troverebbero nei livelli più bassi della pianura che va verso il PO costeggiando il Secchia. Il Cavo lama con i suoi argini, dovrebbe invece proteggere Carpi.

Per analizzare le quote consiglio questo link CLICCA QUA. I punti quotati sono visibili nella massima apertura delle mappe.

secchia geoportale

Sappiamo che Soliera si è dotata di un piano di emergenza basato su queste cartine di simulazione che sono in grado di stabilire dove va l’acqua ed in quanto tempo partendo da un ipotetico punto di rotta.

secchia multifoto

CONCLUSIONI

La frana non è un sintomo di malessere del fiume ma non è in se stessa preoccupante. Ci deve preoccupare lo stato di questo fiume che funziona in maniera sempre più anomala. La formazione stessa di deposito anche sulla curva esterna delle anse è un altro segnale di pericolo. Ci dice che la velocità delle acque è troppo al di sotto di quella ideale, il deposito si ferma nell’alveo ed i fiume si riempie.  Questo fenomeno preoccupante si aggiunge agli “campanelli di allarme” che vediamo e sentiamo ultimamente e che dipendono dallo stesso motivo:

l’acqua del Secchia che attraversa gli argini e esce in campagna (sifonamenti)  – La frequenza delle piene che sono aumentate di almeno di 6 volte – La durata delle piene che impegnano il fiume per diversi giorni – La sorprendente poca quantità di pioggia per  far mandare in piena il fiume – Il calcolo del franco di sicurezza degli argini che passa da piena bicentenaria a piena ventennale.

Tutti questi segnali ci stanno dicendo che il Secchia  sta entrando in una situazione critica e ha bisogno di un nuovo alveo e soprattutto di una nuova e più attenta  gestione.

Pietro Corni – Comitato ArginiaMO di Bomporto e Bastiglia

 

 

 

 

Secchia e Panaro – Incontro pubblico a Bomporto, vogliamo trasparenza

Il 19 Aprile, presso il teatro comunale di Bomporto, si è tenuto l’incontro pubblico dove le autorità competenti hanno spiegato alla cittadinanza quali saranno i prossimi interventi per la sicurezza idraulica dei nostri fiumi.

E’ stata una lectio magistralis molto approfondita, piena di dati, disegni tecnici e grafici ma che come sempre, i cittadini hanno capito poco, se non che “finalmente” c’è qualcosa di concreto a oltre 2 anni dall’alluvione di San Matteo del 19 Gennaio 2014. E’ comunque palese e sotto gli occhi di tutti il grave ritardo con cui si arriva a programmare interventi che dovrebbero essere la normale routine di manutenzione, troppi anni di incuria e abbandono del Secchia hanno reso quello che ieri era il fiume, quasi un torrente.

Non vogliamo fare i catastrofisti, siamo consci che la variabile del clima, oggi più che mai, può portare danni e che la sicurezza totale non potrà mai essere garantita – forse qualcuno non ricorda le piogge o le abbondanti nevicate che avvenivano in passato – ma è altrettanto chiaro che dalle sacche di espansione fino al punto in cui il Secchia sfocia nel Po, la situazione è quella di un fiume che a causa dell’abbandono e il naturale sedimento dei limi, si è ristretto in maniera preoccupante e che la portata e percorrenza delle acque è molto, troppo, ridimensionata, causa di improvvisi innalzamenti a oltre 9 metri di livello con una velocità che preoccupa tutti, basta osservare i dati di rilevamento idrodinamici durante un momento di pioggia o disgelo delle nevi, per capire quello che stiamo dicendo. Non vogliamo che crediate ciecamente alle nostre parole, verificate di persona; CLICCA QUA per accedere al portale ARPAE dell’Emilia Romagna; fare click sul punto di rilevamento del Secchia ed aprire la finestra dei dati idrometrici.

I tecnici sono stati sicuramente bravi a studiare, verificare e pianificare gli interventi, noi però vogliamo che queste intenzioni, dato la giusta preoccupazione che il fiume genera nei cittadini, diventino concreti e che si realizzino nei tempi giusti, vogliamo una programmazione di manutenzione seria e concreta, vogliamo personale che tenga monitorato il fiume – magari meno impiegatizio e più operativo –  e che collabori più fattivamente con i frontisti, quelli che abitano sulle sponde dei fiumi, affinché raccolgano le informazioni che loro, per storia generazionale e conoscenza possono fornire con cognizione di causa.

Il M5S di Soliera ha raccolto la proposta del comitato ArginiaMo, nato dopo la alluvione di S.Matteo ( pagina Facebook Comitato CLICCA QUA ) di costituire Nuova Concordia comitato apolitico, con la volontà di riunire un membro di ogni forza politica, proprio per aggregare le varie anime e fare “fronte comune” per affrontare tutte le incombenze di controllo che i consiglieri comunali possono fare nel loro mandato, purtroppo non tutte le forze hanno aderito al comitato bollandolo come “politico”, inutile nascondersi: il PD non ha ritenuto di partecipare a nessuna di queste riunioni, nonostante a Soliera si sia presentata anche una Mozione in consiglio che chiedeva loro la partecipazione. Quindi proprio per fare fede al nostro mandato, alla serata del 19 Aprile , prima come membri del Comitato Concordia più che nella veste di consiglieri comunali abbiamo posto la seguente domanda che sembra sia stata accolta dall’Assessore Regionale Paola Gazzolo:

Chiediamo; come già fatto altre volte, di mettere on line sul sito della Regione, replicato su tutti i siti Comunali per competenza territoriale, la lista di tutte le opere idrauliche presentate nella serata, con un diagramma temporale, indicando le date di attuazione degli interventi, completato con i termini dei contratti, eventuali penali, oltre al’indicazione delle iniziative messe in atto da ogni amministrazione Comunale in caso di inadempienze o ritardi degli enti competenti.

secchia e panaro - prima pagina

Articolo di Prima Pagina Modena 21/04/2016

Video del comitato ArginiAmo

Secchia: Confindustria “ora basta”

Finalmente! anche altri organi del tessuto sociale non ne possono più ed iniziano ad alzare la loro voce chiedendo interventi sul fiume Secchia per metterlo in sicurezza, non possiamo più affidarci alla buona sorte e spendere milioni di euro in risarcimenti post disastro quando se ne possono spendere molti meno in una seria e programmata manutenzione.
Oggi è una magnifica giornata ma cosa sarebbe successo se fosse piovuto ancora ??

«Ora davvero basta, non è più il tempo di parlare, ma serve agire e farlo in fretta». È il grido di allarme della presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi, che nelle ultime ore ha vissuto in prima linea la piena del Secchia e i timori ad essa associate. «In questi giorni abbiamo vissuto la stessa paura provata il 19 gennaio 2014, le zone colpite dall’alluvione due anni fa e quelle vicine al fiume Secchia sono di nuovo in allerta. Due settimane fa abbiamo denunciato la mancanza di piogge, oggi siamo nella situazione opposta. Dati alla mano, abbiamo vissuto uno degli inverni più siccitosi degli ultimi decenni, ma dal 1° gennaio 2016 ad oggi abbiamo già fronteggiato quattro piene del fiume Secchia. In passato non si era mai verificata una situazione del genere, le case vicine agli argini non sono state mai così tanto a rischio. Questa è la conseguenza di trent’anni di mancanza di dragaggio del fiume, un’assenza di manutenzione che oggi sta presentando un conto salato a cittadini, agricoltori e a tutto un territorio. Il mio non è il lamento di una contadina isolata, – precisa Bergamaschi – ma la denuncia di uno stato di cose che si lega alla sicurezza, all’economia e all’occupazione di tutto un territorio, e che non può più essere accettato. Due importanti gruppi industriali come CNH e Maserati Corse sono stati costretti ad interrompere la produzione a causa dell’allerta meteo: non possiamo rischiare di perdere aziende importanti per l’incapacità di garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro».
Cit. presidente di Confagricoltura Modena Eugenia Bergamaschi

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Nasce “Nuova Concordia”

Nasce Nuova Concordia, formata dai capigruppo dei paesi rivieraschi della Bassa (sulla scia della nascita del Comune di Concordia attorno al 1300, concordata tra comuni e signorie rivierasche per arginare il Secchia e definirne il percorso).

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Ne fanno parte per ora La Bastia, Bastiglia Futura, FDI, AN e M5S di Bastiglia; Centro-Destra, FI e M5S di Bomporto; FI, Rilanciamo Soliera e M5S di Soliera. Assenti tutte le liste facenti capo al PD.
Si tratta di dare una risposta ai cittadini, preoccupati per lo stato dei fiumi anche dopo i decantati interventi che dovevano terminare entro il 2015. Tuttora siamo alla mercé di una grande pioggia: il 10 febbraio, in piena siccità, il Secchia era già a 9,21 metri (in montagna aveva piovuto solo 70 mm in 2 giorni), cioè 6 metri al di sopra della piazza di Bastiglia e 7 su quella di Bomporto. Era già la seconda piena del 2016.
Ecco perché ArginiaMO (comitato Apolitico) si appella alla politica: che dovrebbe fare le cose. Ma la “politica” non si è degnata neppure di rispondere. Eppure i nostri amministratori sono pagati da noi!
I capi-gruppo hanno evidenziato problemi reali: chi avrebbe vigilato sullo smaltimento del limo fuoriuscito dalla rotta arginale di San Matteo? Si sarebbero visti dei camion “venderlo” a dei contadini invece di conferirlo in discarica! Questo materiale, dichiarato innocuo da Aipo, lo è davvero? Si cercherà di visionare le analisi di campionamento, perché se si tratta di un rifiuto speciale (perché è stato asportato il terreno a Villa Zuccoli?), com’è possibile rilasciare una concessione per una cava in località Cantone nella golena?
E ancora: sei mesi prima della rotta del Secchia uno studio commissionato da Aipo evidenziava che il tratto Ponte Alto – Ponte Uccellino era il più vulnerabile di tutto il Secchia. Perché non fu intensificato il controllo su quello specifico tratto? Venne anche richiesto all’Amministrazione comunale di Bastiglia “che fine” avevano fatto le schede di segnalazione di tane redatte dalla Protezione Civile durante le loro ispezioni periodiche; vogliamo consultare queste schede. Inoltre: più volte ci fu detto che il fiume “non si può dragare” ma che saranno rialzati gli argini (il ché significherebbe aumentare oltre misura la pressione sugli argini!). Eppure un ingegnere idraulico (chiamato nel 2011 dal Comune di Soliera a studiare gli scenari di possibili rotture arginali) raccomandava di dragare il fiume! (MAI FATTO dal 1973!),
Tutto questo attinge alla qualità dei lavori svolti da Aipo per la sicurezza degli argini (dopo gli sfalci in alveo rimane un sacco di materiale di risulta che andrà a toppare ancora di più i fiumi e aumentare i depositi in alveo!). Aipo, poi, non ha mai fornito le risposte sulla tempistica dei lavori, come era stato richiesto reiteratamente (anche dal Consiglio comunale di Bomporto). E i sifonamenti, segnalati insistentemente alle tre Amministrazioni, e che tuttora attraversano da parte a parte gli argini? Mai visti prima del 2009, ora obbligano i contadini a creare dei canali di scarico per non trasformare in palude i loro campi. Ma la cosa più grave resta l’assurdo Parco fluviale del Secchia, la foresta in mezzo al fiume presente da 20 anni che frena l’acqua (l’ing Batea sottolineava che l’attuale portata d’acqua massima al Bacchelo è di 400 metri cubi al secondo, contro gli 800 degli anni ’70) e fa depositare centinaia di migliaia di metri cubi di terra! A tutte queste domande i sindaci devono rispondere! Silenzio o risposte di comodo sono il contrario di sicurezza e tranquillità!
Nuova Concordia, come organo politico, si farà carico di sollecitare in tutte le sedi tutti i responsabili, con ogni mezzo legale, le risposte che tutti vogliamo: l’elenco preciso dei lavori realizzati, ancora da fare e con quali costi, attraverso un diagramma di Gantt!
Senza dimenticare l’annosa questione delle casse di espansione del Secchia, mai collaudate idraulicamente in barba alle affermazioni tranquillizzanti di un assessore all’ambiente!
Uniremo gli sforzi affinché i comuni rivieraschi incarichino Aipo direttamente degli sfalci e delle manutenzioni arginarie. Inoltre, in base ai regolamenti comunali, verrà richiesto di indire consigli comunali aperti per consentire ai cittadini di formulare direttamente ai responsabili le loro domande. A questo incontro ne seguiranno altri, allargando l’invito ad altri comuni rivieraschi, compreso Modena.

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Prima Pagina 20 Febbraio 2016

Argine Secchia, Comunicato Stampa

Comunicato Stampa – Soliera, 06/12/2015

Interrogazione su smottamento argine interno del Secchia in località Sozzigalli.

2015_11 interr argine secchia

Il Movimento 5 stelle, Rilanciamo Soliera e Forza Italia in un documento congiunto hanno interrogato urgentemente il Sindaco e la Giunta di Soliera nel Consiglio Comunale del 30 Novembre  in merito ad un evento franoso sull’argine interno del fiume Secchia sponda sinistra lato Sozzigalli. (Alleghiamo Foto)

Lo smottamento è avvenuto tra lo stante 86 e 87 in un punto in cui il fiume curva, esattamente alla fine della massicciata di sassi posta a rinforzo della spinta idraulica sull’argine interno.

Il Sindaco ha risposto rilasciando copia di una email di AIPO dove sostanzialmente si afferma che la situazione non è preoccupante, che  comunque è da tenere monitorata ma non richiede un intervento immediato di consolidamento se non una pulizia della terra e vegetazione già scivolate nell’alveo.

Noi invece sosteniamo che ci sia bisogno di un intervento di consolidamento e messa in sicurezza perché abbiamo visto che sulla zona a piede dell’argine interno esistono crepe longitudinali che a nostro parere potrebbero dare atto ad un cedimento e ad un eventuale frana nel letto del fiume che causerebbe, usando le parole di AIPO “… sbarramenti in alveo e di vie preferenziali della corrente verso la sponda…”.

Abbiamo fatto questa interrogazione non per ricevere una risposta ma per sollecitare un intervento CONCRETO di AIPO anche “solo” per un principio di precauzione e più concretamente per rispondere alle paure (oggi ancora molto vive dall’alluvione a San Matteo) delle persone che vivono nelle zone fluviali, degli agricoltori e dei cittadini dI Sozzigalli, Limidi e Soliera, a ridosso della stagione invernale prima che l’innalzamento dell’acqua impedisca di fatto l’intervento e che possa a nostro avviso, erodere ancora di più il punto critico rendendo difficile un intervento di consolidamento fino alla prossima primavera.

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